Liviano : Call Center e Tassisti altre emergenze al tempo del Coronavirus

Liviano : Call Center e Tassisti altre emergenze al tempo del Coronavirus

SALVAGUARDARE I LAVORATORI DEI CALL CENTER

“Ricevo da numerosi lavoratori impiegati nei Call center della città, di farmi interprete verso le Istituzioni deputate, del loro timore di proseguire, in questo momento difficile, la propria attività lavorativa in un ambiente molto affollato”.
È quanto scrive in una lettera, indirizzata al sottosegretario Turco, il consigliere regionale Gianni Liviano che così prosegue: “Per questo mi permetto di chiedere al Governo nazionale di definire come il sistema Call Center si debba rapportare con le attuali misure di sicurezza indicate nei recenti decreti. Mi permetto, altresì, di chiedere ai committenti di rivedere i livelli di servizio allo scopo di massimizzare la tutela dei lavoratori. Alla proprietà – conclude Liviano – chiedo la cortesia di valutare la possibilità di smartworking, laddove il Governo non dovesse in tempi brevi sancire la chiusura dei Call center”.

 

COVID19 spegne i  motori dei taxi

“Strade deserte e taxi fermi nei parcheggi. Esposti al contagio e senza clienti. È questo il paradosso in cui si trovano i tassisti tarantini e italiani, e con loro anche chi presta servizio di noleggio con conducente. Esposti al contagio perchè, quando hanno offerto il servizio nel periodo in cui il Coronavirus non aveva ancora cominciato a far registrare numeri pesanti, potrebbero aver trasportato persone potenzialmente portatrici del virus; senza clienti perché, adesso, in virtù dei decreti varati dal governo la loro attività si è pressocchè paralizzata (si registra un calo degli incassi intorno all’80%). E, in quanto gestori di un servizio equiparato al trasporto pubblico locale, non possono interromperlo”.
Ad evidenziare la difficile situazione dei tassisti, simile a quella di molte altre categorie economiche e produttive, è il consigliere regionale Gianni Liviano. “La categoria dei tassisti e dell’Ncc – aggiunge Liviano – è una categoria che non ha mai chiesto contributi statali nè regionali. Questo fa sì che sia concreto il rischio di collasso di una categoria lasciata al suo destino proprio in un momento in cui la presenza dovrebbe essere assicurata. Stiamo parlando di famiglie che rischiano di ritrovarsi senza reddito da un giorno all’altro. Per questo – prosegue il consigliere regionale tarantino – ritengo che la Regione Puglia, e con essa anche il Comune di Taranto, debba intervenire con i mezzi di propria competenza per dare ossigeno alla categoria e farsi portavoce delle loro istanze con il governo centrale. Credo che vada dichiarato, come del resto chiedono le associazioni di categoria, lo stato di crisi del settore e che vadano prese in considerazione misure quali contributi e defiscalizzazioni, sospensione delle rate dei leasing in corso e dei premi assicurativi, previsioni di ammortizzatori sociali fino al termine della crisi in modo da garantire la sopravvivenza del comparto. Corse ridotte e poche tutele, questa è la vita di un tassista ai tempi del Coronavirus e all’orizzonte il rischio che i motori restino spenti per sempre”.

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