2015

Facebook Twitter Youtube L'appuntamento si è tenuto giovedì 3 Dicembre alle 18,00 in Via Fiume, 12 Taranto ("Associazione Le Città Che Vogliamo") si sono confrontati il consigliere regionale Gianni Liviano, l’architetto e già assessore all’Urbanistica della giunta Vendola, Angela Barbanente, il prof. Dino Borri, ordinario di Tecnica e pianificazione paesaggistica dell’Università di Bari, il prof. Giorgio Rocco, ordinario di Storia dell’architettura dell’Università di Bari, ha introdotto per "Le Città Che Vogliamo" l'Ing. Fabio Cerino Liviano: “Un piano archeologico per il rilancio e lo sviluppo della città vecchia e del Borgo” Identità, trasformazione, partecipazione. Sono queste le parole chiave dalle quali l’associazione “La citta che vogliamo” parte per accendere i riflettori sul luogo più simbolico della nostra città, la città vecchia, perché è un luogo più di altri "identitario", perché è il punto di partenza di qualsiasi percorso di trasformazione a partire dalla necessaria partecipazione di tutti nel costruire i percorsi per Taranto2025. E “Dalla città vecchia alla Taranto del 2025” è stato l’accattivante tema della serata che giovedì sera ha visto, nella sede di via Fiume 12 dell’associazione, confrontarsi insieme al consigliere regionale Gianni Liviano, la prof.ssa Angela Barbanente, già assessore regionale all”Urbanistica della giunta Vendola, il prof. Dino Borri, ordinario di Tecnica e pianificazione paesaggistica all’Università di Bari, e il prof. Giorgio Rocco, ordinario di Storia dell’architettura all’Università di Bari. Confronto a più voci che ha fatto seguito, diventandone la normale prosecuzione, a quello svoltosi a metà novembre quando, Gianni Liviano, Paolo Verri, direttore di Matera2019, e Gennaro Capasso, braccio operativo del commissario per le bonifiche, Vera Corbelli, partendo da altre parole chiave provarono a tracciare i contorni entro i quali lavorare per la costruzione di una città, Taranto, da interconnettere con i processi evolutivi e socio-economici provinciali, regionali e nazionali. E gli ospiti di giovedì sera non sono stati da meno. “L’obiettivo – ha esordito il consigliere regionale Gianni Liviano – vuole essere quello di mettere a rete persone e progetti e di farli dialogare in una dimensione antropologica e comunitaria. Il tavolo istituzionale per Taranto – ha aggiunto Liviano – è un passaggio importante ma dobbiamo immaginare che i protagonisti non siano soltanto i tecnici e gli addetti ai lavori ma anche i cittadini”, come, del resto, è avvenuto con Matera 2019 il cui progetto è risultato vincente proprio perché è partito dalla gente quale protagonista del cambiamento. “Alimentare il dibattito pubblico”, ha subito aggiunto Fabio Cerino dell’associazione “La città che vogliamo”, altro non è che “il presupposto essenziale per produrre percorsi partecipativi che siano propulsivi e che abbiano finalità di proposta. Dovere del cittadino, secondo noi, è quello di partecipare il dibattito pubblico creando così la condizione necessaria in virtù della quale le scelte istituzionali possano essere discusse preventivamente e successivamente orientate dai percorsi partecipativi”. Per avviare questo percorso l’associazione è partita dal centro della questione, “che per noi è il più grande elemento simbolico della nostra comunità: la città vecchia. Per la sua storia, la sua durata, la sua resistenza, la sua bellezza, la sua unicità, i suoi chiaroscuri, la città vecchia costituisce l’elemento chiave della nuova narrazione della nostra comunità. E non può che costituire l’elemento chiave di qualsiasi percorso di trasformazione del nostro territorio: è – ha concluso Cerino – la cerniera culturale delle nostre identità, di ciascuno di noi, e qualsiasi percorso non potrà, come la storia ci ha insegnato, indicare direzioni senza partire da questo straordinario punto fermo”. Ma a mettere in guardia sui rischi connessi a tale operazione è stata l’ex assessore regionale Angela Barbanente. “Ho la sensazione – ha sottolineato la prof.ssa Barbanente – che la visione di rilancio della città vecchia non sia in grado di trasformarsi in strategia; che l’idea della visione che punta sulla riqualificazione non sia consolidata”. Insomma, l’impressione è che, in questa fase, “la città rischi, in ragione del Tavolo per Taranto, di trovarsi di fronte a interventi eterodiretti che interessano il cuore della città e, quindi, di mostrarsi fragile. Allora – ha aggiunto la prof.ssa Angela Barbanente – occorre capire in che modo il tavolo istituzionale, che ha come obiettivo il risanamento ambientale, possa alimentarsi di un processo di partecipazione che deve avere punti di forza nella continuità e nel radicamento in un contesto quale è la città vecchia”. Piuttosto, ormai i tempi sono maturi perché il piano Blandino, “che è un ottimo piano”, venga “attualizzato e reso strategico e operativo”. Il suggerimento che l’ex assessore regionale Barbanente ha consegnato in conclusione di intervento è stato “di fare in modo che la redazione del documento programmatico vada di pari passo con il piano di recupero del centro storico “. Per Dino Borri, consulente dell’Ufficio tecnico del Comune di Taranto per la redazione del documento programmatico, è importante che i cittadini della città vecchia tornino “ad essere protagonisti. Le case – ha evidenziato Borri – non devono essere di proprietà del Comune che non ha le risorse economiche sufficienti per gli interventi di manutenzione e restauro. Per cui va al più presto privatizzato una parte del patrimonio immobiliare e cederlo ai gratuitamente, magari in comodato per 99 anni, e sostenerli, con strumenti finanziari adeguati, nei lavori di recupero abitativo. Taranto – ha aggiunto Borri – è un unicum dal punto di vista storico e ambientale ma da sola non ce la può fare perciò – ha poi concluso – la sfida, che si gioca anche al Tavolo per Taranto, va accettata”. E fuori di dubbio, però, che vada recuperata “una sensazione di identità e di appartenenza che non si forma senza la consapevolezza della propria storia”, ha fatto presente il prof. Giorgio Rocco, ordinario di Storia dell’architettura all’Università di Bari. Ragion per cui, partendo da questo assunto, “questa identità va conosciuta” in modo da “mettere mano a un progetto urbano futuribile che arricchisca il già ricco patrimonio archeologico, di cui però ci sono poche evidenze, e fare della città una meta obbligata. Va sfruttata, a mio avviso, – ha aggiunto il prof. Giorgio Rocco – la straordinaria attenzione di cui gode oggi la città è l’occasione per il suo rilancio stando attenti a non realizzare interventi non omogenei che potrebbero stravolgere il patrimonio storico. Infine, – ha poi concluso Rocco – va capito il ruolo che deve svolgere l’Università. Se costruiamo un futuro universitario a Taranto, dobbiamo fare un discorso di qualità e di contestualizzazione con le peculiarità del territorio. Qualità come punto di riferimento per attrarre personalità dall’estero e assegnare all’Università un ruolo che non sia di semplice presenza”. Che tradotto vuol dire dotarsi anche di un Piano di città archeologica tanto per la città vecchia che per il Borgo umbertino....

Facebook Twitter Youtube IN CODA ALL'ARTICOLO : TESTO MOZIONE ed ALLEGATO NORMATIVO 1 Dicembre 2015 BARI Consiglio Regionale I risvolti sull’effettiva sostenibilità del piano di risanamento ambientale previsto dal governo per l’area siderurgica Ilva di Taranto, alla luce della decisione d’ufficio assunta dal tribunale svizzero di Bellinzona che ha deciso per il non rientro in Italia delle somme sequestrate alla famiglia Riva, sono al centro di una mozione presentata in Consiglio regionale dai consiglieri dei gruppi Emiliano sindaco di Puglia e Lista Emiliano per la Puglia Gianni Liviano (primo firmatario), Sabino Zinni, Vizzino, Pendinelli, Pisicchio, Pellegrino e Turco. Una mozione con la quale i sette consiglieri di maggioranza impegnano il presidente Emiliano e la sua giunta a chiedere al presidente del Consiglio, Matteo Renzi di avanzare una “perentoria richiesta” di introduzione, nella prossima legge di stabilità, “delle poste necessarie per garantire disponibilità certa delle risorse indispensabili per dare adeguato impulso, e portare a rapida ultimazione, le opere di ambientalizzazione e bonifica previste nell’Aia e gli atti integrativi, propedeutiche a qualsiasi ipotesi di rilancio della città di Taranto e del suo territorio provinciale”. Serve, dunque, che la Regione vada in pressing sul governo nazionale perché, se confermata e ratificata dal tribunale svizzero, la decisione di bloccare il rientro in Italia dei circa 1,2 miliardi di euro potrebbe “avere conseguenze nefaste”, sottolineano i sette consiglieri firmatari della mozione, in ordine “all’efficacia dell’architettura normativa e procedurale messa in piedi dal governo italiano con decreto legge 04/07/2015 n° 92, G.U. 04/07/2015, pubblicato lo 07/07/2015 (ma non convertito in legge ), considerato anche il sicuro dilatarsi delle tempistiche relative agli interventi di ambientalizzazione; all’oggettiva impossibilità di realizzare il piano di risanamento ambientale che, se pur propedeutico al salvataggio del siderurgico più grande ed inquinante d’Europa, risulta paradossalmente “imposto”, con il citato decreto, doversi essere contestuale alle opere di bonifica ed ambientalizzazione, a tutto danno della salute pubblica nel transitorio degli interventi a farsi; all’aggravarsi dell’emergenza ambientale, economica e sociale di Taranto e del suo territorio provinciale che determinerebbe un esponenziale incremento dei rispettivi fattori di criticità posti già oltre la soglia di guardia; alla conseguente improbabilità, se non impossibilità, che si generi una reale ripresa del territorio jonico, in quanto interessato esclusivamente da piani di risanamento risibili giacché fondati su ipotesi di finanziamento inconsistenti”. Ai colleghi consiglieri e al governo regionale, inoltre, il consigliere Liviano fa presente “che nel delicato tema trattato, ogni inerzia generata da sofismi interpretativi, cavilli ed eccezioni giurisprudenziali, schermaglie tattiche fra diversi ordinamenti giuridici fra stati amici e palleggiamenti di responsabilità ai vari livelli istituzionali, amplificherebbe il già presente stato di prostrazione della comunità jonica, accrescendo in essa quella percepibile angoscia che il problema ambientale continuerà a ripercuotersi sulla salute dei propri figli.. dei nostri figli. Urge quindi – prosegue Liviano – intervenire con estrema decisione, unità d’intenti, fermezza e secondo una visione del problema onesta e condivisa. Per questo, signor presidente, – conclude Liviano – la invito sin d’ora, a tergo del suo incontro con Matteo Renzi, a voler rappresentare direttamente a Taranto, in una conferenza pubblica della quale mi faccio promotore, il riscontro in merito agli orientamenti del governo nazionale e la voce della nostra Puglia unita”. Testo mozione Ilva Allegato normativo mozione Ilva...

Facebook Twitter Youtube PRESENTAZIONE MOZIONE 30 NOVEMBRE 2015 Valorizzazione Arlotta di Grottaglie: presentata mozione bipartisan Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e l’intera giunta regionale si impegnino “a valorizzare l’aeroporto Marcello Arlotta di Grottaglie predisponendolo ai voli civili“. Ad impegnare presidente e giunta sono, con una mozione depositata nel corso della seduta del Consiglio regionale, i consiglieri regionali Gianni Liviano, Zinni, Vizzino, Pendinelli, Pentassuglia, Perrini, Cera, Franzoso, Morgante, Turco, Mazzarano, Stea, Pisicchio e Galante. Una richiesta trasversale che vede insieme consiglieri di maggioranza e opposizione e che prende le mosse dalle recenti dichiarazioni del presidente Emiliano, fatte durante un incontro con le associazioni di cittadini pro aeroporto, che l’Arlotta “non è solo un aeroporto industriale” che “deve essere abilitato a svolgere tutte le funzioni per le quali è stato creato” che “l’ente Aeroporti di Puglia deve utilizzare i quattro aeroporti in condizioni di parità”. Non solo, a questo va aggiunto il fatto che la Regione Puglia è il maggior azionista della stessa Aeroporti di Puglia e che la pista dell’aeroporto di Grottaglie, con i suoi 3mila duecento metri, “è tra le più lunghe d’Italia”. Inoltre, fanno notare ancora i firmatari della mozione, il sistema aeroportuale pugliese ha movimentato nel 2013 quasi 5 milioni 400mila passeggeri offrendo mediamente 385 collegamenti di linea a settimana a partire dagli aeroporti di Bari e di Brindisi di cui 85 internazionali e 300 nazionali oltre a numerosi charter stagionali. E di questi passeggeri, concludono i consiglieri regionali, “una parte consistente proviene dalla provincia di Taranto e zone limitrofe”. La mozione sarà portata, e discussa, nella prossima seduta del Consiglio regionale....

Facebook Twitter Youtube L'adesione all'iniziativa voluta fermamente dall'assessore all'Industria turistica e culturale della Regione Puglia, Gianni Liviano, e sostenuta dal Presidente della Regione, Michele Emiliano, è arrivata nella mattinata di oggi (ieri per chi legge, ndc) ed è stata formalizzata dal presidente della sezione Orafi, Marcello Perri. Lo sforzo economico (fino a 800 euro) servirà per il rimborso spese del funzionario del MarTa che visionerà gli Ori per tutta la durata della mostra. "La sponsorizzazione della sezione Orafi di Confcommercio, alla quale va il nostro più sentito grazie, commenta l'assessore Liviano certifica, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la bontà della nostra scelta di esporre cinque pezzi della pregiata collezione degli Ori di Taranto all'Expo di Milano. Lo slancio con il quale tre imprenditori tarantini, prima, realtà come il teatro Crest e l'orchestra Ico Magna Grecia, dopo, e Confcommercio, ora, hanno deciso di affiancarci, dimostra come ci sia la volontà di far conoscere la città di Taranto oltre i confini regionali e di farlo attraverso un messaggio che trasmetta positività, sensazioni di bellezza, energie da profondere in un progetto più ampio di rivalutazione e rilancio della città dei due mari". "Puglia: tutta la luce del mondo… negli Ori di Taranto", questo il tema della mostra allestita nello stand della Regione Puglia all'interno del padiglione Italia e che si avvale della collaborazione della Soprintendenza archeologica della Puglia, del Segretariato regionale del Mibact per la Puglia, del Museo archeologico nazionale di Taranto. La mostra potrà essere visitata dal 21 al 27 agosto. Sarà possibile ammirare cinque pezzi quattro dei quali fanno parte di un corredo funerario di una fanciulla rinvenuto nel 1912 in una tomba nei pressi dell'Arsenale militare mentre il quinto è una corona funeraria a foglie di quercia. Oltre agli Ori, all'interno dello stand i visitatori troveranno brevi pannelli introduttivi relativi al Museo archeologico di Taranto; brochure e pieghevoli che saranno lasciati in distribuzione; audio/video di presentazione collegati al progetto di Puglia promozione, "Miti al MarTa"; sistemi di prossimità che permettono di visualizzare su sistemi mobili i contenuti informativi della mostra. #gallery-1 { margin: auto; } #gallery-1 .gallery-item { float: left; margin-top: 10px; text-align: center; width: 25%; } #gallery-1 img { border: 2px solid #cfcfcf; } #gallery-1 .gallery-caption { margin-left: 0; } /* see gallery_shortcode() in wp-includes/media.php */ qui altre info...

Facebook Twitter Youtube La Taranto magnogreca sbarca all'Expo di Milano, all'interno del padiglione Italia, dal 21 al 27 agosto. E quale biglietto da visita migliore, per raccontare la storia della città dei due mari e dei suoi duemila anni di vita, se non gli Ori di Taranto? Il materiale selezionato per l’evento è composto da quattro reperti relativi ad una parure di una giovane fanciulla provenienti da una tomba rinvenuta nel 1912 nell’area dell’Arsenale militare, e da una corona funeraria a foglie di quercia. Tutti i dettagli dell'iniziativa saranno resi noti dall'assessore all'Industria turistica e culturale della Regione Puglia, Gianni Liviano, che ha voluto fortemente la presenza degli Ori di Taranto all'Expo, nel corso di una conferenza stampa convocata a Taranto per venerdì 7 agosto, alle ore 11, nella sede del MarTa. DETTAGLI 7 Agosto 2015 La Taranto magnogreca sbarca all’Expo di Milano, all’interno del Padiglione Italia, dal 21 al 27 agosto per raccontare la storia della città dei due mari e dei suoi 2000 anni di vita. Gli «Ori di Taranto» esposti saranno in particolare quattro pezzi appartenenti al corredo funerario di una tomba di una giovane ragazza, l'uno e l'altra rinvenuti nel 1912 nel corso di scavi archeologici in un'area vicina all'Arsenale della Marina Militare di Taranto. Si tratta di due orecchini, di una corona funeraria a foglie di quercia e di una collana. L'operazione Expo è finanziata con fondi della Regione per la copertura assicurativa e il recupero di altre somme già stanziate per il progetto «I miti del Marta». L'allestimento a Milano sarà a cura del Museo di Taranto. Un'impresa tarantina ha invece fornito la tecnologia «iBeacon» che consente, appoggiando il proprio smartphone al codice segnato sulla vetrina dove sono custoditi i monili, di apprendere tutte le notizie utili. (estratto Sole24ore) Tutti i dettagli dell’iniziativa sono stati resi noti dall’assessore all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, Gianni Liviano, durante la conferenza stampa tenutasi oggi, venerdì 7 agosto, a Taranto presso la sede del MarTa. L’assessore Liviano ha voluto fortemente la presenza degli Ori di Taranto a Expo di Milano dichiarando, a margine della conferenza che “Portare gli Ori di Taranto a Expo è una testimonianza significativa di un impegno che la giunta sta portando avanti a favore di Taranto. I beni archeologici – ha aggiunto – devono essere strumento di economia del territorio. L’obiettivo di questa iniziativa – ha concluso – è quello di emozionare i visitati che andranno ad Expo e che saranno attratti dalle bellezze degli Ori di Taranto”. La presenza degli Ori di Taranto costerà esattamente 600,00 euro grazie alla collaborazione di aziende del territorio che coprono speso di trasporto, vigilanza, sistema antincendio. AGGIORNAMENTO 11 Agosto 2015 Anche il Teatro Crest e l'Orchestra della Magna Grecia all'Expo di Milano insieme agli Ori di Taranto Non solo gli Ori. All'Expo di Milano la città dei due mari sarà protagonista con altre eccellenze del territorio. Il teatro Crest e l'Orchestra della Magna Grecia, infatti, saranno i testimonial della Taranto che sgomita per uscire dall'anonimato cui è stata relegata da un modello di sviluppo che nel medio termine si è rivelato fallimentare. "Noi vogliamo diversificare le prospettive di sviluppo e valorizzare l'industria del turismo e della cultura", esordisce l'assessore regionale Gianni Liviano. Un desiderio da tradurre in atti concreti "che vede la città non indifferente ma pronta ad essere interprete protagonista. Basta vedere sottolinea l'assessore regionale all'Industria turistica e culturale della Regione Puglia lo slancio con il quale, alcuni imprenditori tarantini (Vis, Tema Group e Sabacom), prima, e i responsabili del teatro Crest e dell'Orchestra della Magna Grecia, dopo, hanno risposto al nostro appello. Esporre gli Ori di Taranto nel padiglione Italia, all'Expo di Milano, organizzare due spettacoli di spessore artistico e culturale risponde all'esigenze di far conoscere la Taranto del profumo delle ostriche, dei colori del sole, degli ipogei e delle chiese, del mare cristallino. Lo ripeto, mostrare cinque pezzi della collezione degli Ori di Taranto ha l'obiettivo di suscitare interesse ed emozioni e di far sì che nasca la curiosità nei visitatori di venire in Puglia, in generale, e nella nostra città, in particolare, per vedere il resto della collezione, scoprire la bellezza del MarTa e conoscere una realtà che non ha eguali nel mondo". Anche nel caso del teatro Crest e dell'Orchestra della Magna Grecia, la partecipazione delle due importanti istituzioni culturali tarantine sarà a titolo gratuito. La Regione Puglia sosterrà esclusivamente le spese per la trasferta milanese. "Ritengo che questa conclude l'assessore Liviano sia un'occasione da cogliere per avere ricadute positive a livello nazionale e internazionale in un futuro prossimo e, perché no, una maggiore considerazione da parte del governo non necessariamente ancorata alla monocultura industriale e alla sua salvaguardia". Gli Ori di Taranto saranno esposti, e potranno essere visitati, nel padiglione Italia dal 21 al 27 agosto. qui informazioni SOLE24ORE QuotidianoDiPuglia GazzettaDelMezzogiorno CorriereDelMezzogiorno...

Facebook Twitter Youtube Quasi in contemporanea con il Comunicato Stampa pubblicao sul sito della Regione Puglia (lo trovate di seguito) il Presidente Michele EMILIANO e l'Assessore Gianni LIVIANO davano la notizia sui social. Di seguito il CS della Regione Puglia Salvato l'istituto musicale "Paisiello". Emiliano: "Non abbandoniamo Taranto" Salvato l’istituto “Paisiello” di Taranto. Per gli anni 2015 e 2016 Ministero della Pubblica Istruzione, Regione e Provincia di Taranto si sono impegnati a cofinanziare i capitoli relativi alle spese fisse per il personale dell’Istituto “Giovanni Paisiello”. Ciascuna istituzione verserà un milione di euro una tantum, per un totale quindi di tre milioni di euro, nelle more del processo di statalizzazione dell’Istituto musicale. La decisione è stata confermata oggi al termine di un incontro in Presidenza tra Emiliano e il presidente Tamburrano che hanno formalizzato la decisione con una lettera indirizzata al ministro Stefania Giannini. Il “Paisello” finora viveva solo grazie ai finanziamenti provinciali che con la riforma “Delrio” erano a rischio, condannando la scuola musicale alla chiusura. “Si tratta di una buona notizia per Taranto – ha dichiarato il presidente Michele Emiliano – con uno dei primi atti della mia Amministrazione e di concerto con il Governo centrale e con gli enti locali si mette fine a una questione che metteva a rischio posti di lavoro, decenni di storia e prospettive per la crescita culturale dell’intera provincia. Non intendiamo abbandonare Taranto e invece vogliamo rilanciarne lo sviluppo in tutte le direzioni compatibili con la vita umana, perché se cresce Taranto, cresce la Puglia intera e questa città diventerà uno dei modelli per tutta la Regione”. Il Presidente Emiliano ha poi voluto ringraziare personalmente la sottosegretaria alla Pubblica Istruzione, on. Angela D’Onghia, “per la sensibilità dimostrata e l’impegno profuso nella risoluzione della vertenza”....

Facebook Twitter Youtube NOTA STAMPA Non è tanto un problema di risorse, perché quelle ci sono, quanto di tempistica. I palazzi Troilo e Carducci, in città vecchia a Taranto, e il teatro Fusco, nel Borgo, rischiano di vedere volare via i finanziamenti messi a disposizione per la loro ristrutturazione. Non solo, perché al pericolo reale che il Comune di Taranto possa perdere i finanziamenti rinvenienti dai fondi Fesr si aggiunge quello di dover restituire le somme che l'Unione europea ha stanziato per l'acquisto degli immobili. Per scongiurare tutto questo, su sollecitazione dell'assessore regionale all'Industria turistica e culturale, Gianni Liviano, il capo di gabinetto della Regione Puglia, dott. Claudio Stefanazzi, ha convocato per il prossimo 3 agosto un tavolo tematico per le problematiche relative, appunto, ai palazzi Troilo e Carducci e al cinema teatro Fusco. L'appuntamento è per le ore 10.30 di lunedì 3 agosto nell'Ufficio del capo di gabinetto, a Bari. All'incontro sono stati invitati il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno, il dott. Francesco Palumbo, direttore Area politiche per la promozione del territorio, l'ing. Francesco Pace, dirigente servizio Urbanistica-Assetto del territorio, dott.ssa Anna Maria Candela, dirigente servizio Programmazione sociale, dott.ssa Silvia Pellegrini, dirigente servizio Beni culturali,arch. Silvio Rufolo, dirigente Pianificazione urbanistica Comune d Taranto, i consiglieri comunali Dante Capriulo, Francesco Venere e Paolo Ciocia, i responsabili dei tre Rup. "I palazzi Troilo e Carducci e, con loro, il teatro Fusco, sono troppo importanti per il rilancio culturale della città vecchia di Taranto e per la riqualificazione del borgo umbertino. Il nostro – spiega l'assessore regionale Liviano – vuol essere un contributo costruttivo e un tentativo di porre fine a questa vicenda che si trascina da anni. Nessuna primogenitura, solo la volontà di far crescere un'importante realtà come quella tarantina. Per questo motivo – conclude l'assessore regionale all'Industria turistica e culturale – voglio rivolgere un sentito ringraziamento al dott. Claudio Stefanazzi il quale ha subito raccolto il mio appello"....

Facebook Twitter Youtube Prima la proclamazione a Bari, alla Corte di appello, a consigliere regionale; poi di corsa al quartiere Tamburi. C'è da parlare di ambiente, degli interventi di bonifica che interessano il quartiere che vive gomito a gomito con la grande fabbrica. L'occasione è il dibattito organizzato dal gruppo consiliare al Comune di Taranto, Noi democratici per le città che vogliamo, e dal giornalista e sociologo Emanuele Spataro sul tema "Dall'eliminazione del rischio sanitario… alle opere di risanamento". Dibattito al quale sono intervenuti lo stesso Gianni Liviano, il consigliere comunale e provinciale, Dante Capriulo, il consigliere comunale Francesco Venere, Pietro Migliorato, cittadino e organizzatore di eventi al quartiere Tamburi. Grandi assenti i tecnici comunali e i presidi degli istituti scolastici del quartiere. "Con la proclamazione a consigliere regionale – attacca Liviano – finalmente possiamo entrare nella fase operativa. Possiamo dedicarci con atti concreti a tentare di dare risposte alle emergenze della città di Taranto, che sono tantissime e così critiche da rendere difficile stilare una classifica delle priorità, ma anche ai problemi con i quali convivono numerosi centri della provincia ionica". Emergenze la maggior parte delle quali riguardano tematiche ambientali. "A Taranto dobbiamo fare i conti con i guasti causati dall'Ilva; a Grottaglie e San Marzano c'è il problema dell'ampliamento della discarica; a Massafra i gruppi ambientalisti stanno combattendo una difficile battaglia per scongiurare il raddoppio dell'inceneritore; stessa situazione ad Avetrana, Manduria, San Pietro in Bevagna con il progetto dello scarico a mare. Insomma – aggiunge Liviano – di lavoro da fare ce n'è ed è tanto e, sicuramente, con il grosso contributo del presidente Emiliano, ci adopereremo per cercare di dare risposte il più esauriente possibile". E poi il patto con i cittadini del rione: "Cerchiamo di essere vigili sulle bonifiche, continuiamo il percorso avviato questa sera per rispondere alle aspettative della gente. Vediamoci a settembre per tornare a fare il punto sulla situazione, con nuovi dati scientifici. La vita di ogni singola persona vale più di tutto. Costruiamo tavoli di sviluppo ma facciamolo insieme". E sull'esclusione dal consiglio regionale di Borraccino (dal riconteggio delle schede ha dovuto cedere il seggio al foggiano e compagno di partito Giuseppe Lonigro) Liviano non ha dubbi: "Solidarietà a Mino Borraccino. Dispiace per l'uomo e dispiace per il politico. Ma, soprattutto, dispiace che la pattuglia dei consiglieri regionali tarantini abbia perso un'unità. Ma questo non deve scoraggiarci nel nostro lavoro in favore del nostro territorio"....

Facebook Twitter Youtube "Le sfide sono grosse, l'impegno è importante soprattutto quello di tutti". Gianni Liviano tratteggia il cammino che lo attende a Bari, in Consiglio regionale, dove è stato eletto con tremila seicento voti. E lo fa radunando amici e gruppo di lavoro a Martina Franca, dai padri Somaschi, nella Casa del Fanciullo. "Il percorso continua", dice rilanciando ancora con più forza il brand #diamocidelnoi che lo ha accompagnato per tutta la campagna elettorale "e che certamente non può essere mandato in soffitta proprio adesso. Ora – ha aggiunto – dobbiamo essere persone di servizio". Ma per dare gambe a idee e progetti serve darsi un'organizzazione capillare "che non deragli da progetti condivisi". Nessun uomo solo al comando "ma una cabina di regia che sappia far proprie le proposte dell'altro, facendo delle diversità culturali non un muro bensì una ricchezza". Insomma, le aspettative adesso sono tante e le oltre duecento persone che hanno affollato l'auditorium della Casa del Fanciullo sono una chiara testimonianza della necessità di costruire un nuovo futuro per l'intera area ionica. Allora via con la cabina di regia che prevede, ha spiegato Liviano, tre unità: politica, civico-culturale, operativa. Ma il collante di tutto il progetto "deve essere la formazione alla politica che deve trovare traduzione nei gruppi di lavoro sui temi centrali di intervento della Regione Puglia. Gruppi di lavoro che si riuniranno nei principali centri della Provincia perché – ha sottolineato Liviano – nessuno deve sentirsi ai margini". Poi la trasformazione de "La città che vogliamo" che si trasformerà ne "Le città che vogliamo" alla quale tutti i referenti dei comuni possono aderire, se lo vorranno, organizzandosi con propri organi". Il tutto non sarà sganciato "dal movimento politico che Michele Emiliano creerà portando a sintesi le sue due liste: Emiliano sindaco di Puglia e la Puglia con Emiliano". Tornando ai tre pilastri della cabina di regia, l'unità politica si occuperà di ricevere e proporre da e verso l'associazione e le sedi del territorio le sollecitazioni politiche pianificandone le strategie; l'unità civico-culturale avrà il compito di recepire e proporre ogni attività di natura sociale, civica e culturale pianificandone le strategie; l'unità operativa che pianificherà ogni attività di comunicazione compresi eventi, campagne, candidature. Insomma, c'è l'esigenza di dire ad Emiliano "che ci siamo, che vogliamo spingere su una politica che sia onesta e che abbia, come stella polare, il bene comune". La sfida di stare in un movimento politico è lanciata perché, al di là dei populismo, "ci sono persone serie che vogliono lavorare per il rilancio del territorio". Elementi condivisi dai numerosi interventi che si sono succeduti nell'arco della giornata apertasi con una messa di ringraziamento officiata da don Antonio Panico. (Pierpaolo D'Auria) #gallery-1 { margin: auto; } #gallery-1 .gallery-item { float: left; margin-top: 10px; text-align: center; width: 25%; } #gallery-1 img { border: 2px solid #cfcfcf; } #gallery-1 .gallery-caption { margin-left: 0; } /* see gallery_shortcode() in wp-includes/media.php */ ...

Facebook Twitter Youtube UN PALAZZO DA AMARE: palazzo AMATI. Ill.mo Sig. Sindaco del Comune di Taranto Ill.mo Presidente Taranto del Consiglio Comunale di Taranto OGGETTO: Palazzo Amati. I sottoscritti Consiglieri Comunali Sigg. Francesco Venere, Dante Capriulo, Gianni Liviano PREMESSO CHE: l’immobile di proprietà comunale in oggetto è uno dei palazzi più prestigiosi del Borgo Antico, affacciandosi sul Mar Grande ma con l’ingresso, con l’imponente portale, in Vico Vigilante. L’ultimo restauro risale alla fine degli anni ’70. Sino a qualche anno fa è stata la sede Universitaria del Corso di Laurea in Scienze della Maricoltura; poi quel corso fu soppresso ed il palazzo restituito al Comune; alcuni locali del piano terra sono stati in passato adibiti a Museo del Mare con le esposizioni di collezioni di prodotti marini e di attrezzi per la pesca. CONSIDERATO CHE: per quanto abbiamo potuto verificare l’edificio presenta lesioni murarie ed un diffuso degrado dei prospetti esterni; tale situazione è stata determinata, a nostro avviso, dal mancato svolgimento dei lavori di manutenzione ed ai reiterati atti vandalici di cui l’immobile è stato oggetto, unita al mancato utilizzo e custodia (tanto che finanche gli impianti tecnologici sono stati letteralmente depredati). RITENUTO CHE: Lo storico Palazzo Nobiliare è considerato un bene culturale del Sud Italia ed è stato anche inserito di recente nel bando Artistico e Culturale 2014 della fondazione “CON IL SUD”, che mette a disposizione della comunità somme per la sua riqualificazione, ed in caso di assegnazione da parte della Fondazione “CON IL SUD” il Comune si è impegnato con propri fondi a farsi carico dei lavori necessari. L’amministrazione comunale, con il Documento Programmatico di Rigenerazione Urbana (adottato con Delibera di Consiglio Comunale n. 45 del 2011) e con delibera di Giunta Comunale n. 191 del 2010 (volta alla redazione dell’originario Piano di Risanamento della Città Vecchia) ha espresso l’indirizzo del recupero dello storico palazzo nell’ambito della rigenerazione dell’intera isola. CHIEDONO DI CONOSCERE: quali interventi a breve intende porre in essere l’Amministrazione per tutelare Palazzo Amati, per porre fine al degrado in cui versa, al fine di favorirne il suo pieno recupero ed utilizzo, oltre alla tutela del bene pubblico. Taranto lì 11 Giugno 2015 Il Gruppo consiliare Noi Democratici-per le città chevogliamo Dante Capriulo Francesco Venere Gianni Liviano ...

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