#bellezzaefelicità

Per me la Politica è sempre una grande passione, uno strumento nobile per costruire il bene comune. PER UNA POLITICA DELL'ATTENZIONE, DELLA COSTRUZIONE. DELL'ONESTA', DEL SERVIZIO.

un caffè con Gianni – #diamocidelnoi

Caro amico,
La campagna elettorale per le Elezioni Regionali 2015 entra nel vivo. Vogliamo farci trovare preparati all'appuntamento.

Tra le varie iniziative "in cantiere" finalizzate alla mia elezione in Consiglio Regionale abbiamo pensato di organizzare

"un caffè con Gianni".

Si tratta di momenti durante i quali io ho il piacere di incontrare piccoli gruppi di 5/10 persone ( tuoi amici, conoscenti, parenti, vicini di casa) per raccogliere insieme idee, progetti speranze che poi potranno costituire il mio programma elettorale.

Puoi facilmente capire come anche questa iniziativa ripercorra quello che è lo stile del mio vivere civile e politico: sobrietà e condivisione.

Sono certo che anche tu vorrai contribuire a organizzare un caffè con Gianni. Puoi fare riferimento a questi recapiti

Cell.          348.4680830

Email:          gianni@gianniliviano.it

Facebook    Gianni Liviano

Twitter         @gianni_liviano
 

Intanto ecco lo spot dell'iniziativa, che ti preghiamo di "gustare" e diffondere .

Grazie Gianni

 

Rassegna Stampa – TARANTO SERA 22 GENNAIO 2013

TARANTO SERA 22 GENNAIO 2013

l’Associazione “La Città Che Vogliamo” è citata per l’incontro (buone pratiche) avuto con l’assessore regionale Barbanente e gli assessori comunali Cosa e Scozzi.
E’ il resoconto della nota Coordinamento “LIBERA Taranto”, (che riprende pareri da noi condivisi) nella quale si fa riferimento agli incontri di fine estate 2012 organizzati dall’Associazione.

presentazione campagna elettorale 2012

I O    S T O     C O N      G I A N N I       L I V I A N O
Giovedì 29 Marzo – Ore 17,30

evento su Facebook

c/o CENTRO SPORTIVO “MAGNA GRECIA”

Via Zara angolo Via Alto Adige- TARANTO             

Presentazione della campagna elettorale di
GIANNI LIVIANO
candidato al Consiglio Comunale di Taranto nella lista del PD.
Intervengono :
LEO CORVACE (ambientalista)
GIOVANNI GUARINO (educatore di strada)
MIMMO NUME (medico)

Modera : MIMMO CITO

Conclude : GIANNI LIVIANO

Nel corso della serata saranno presentati :
– il sito www.gianniliviano.it (work in progress)

– lo spot elettorale (sarà presente Massimo CERBERA direttore della
Taranto Film Commission casa realizzatrice dello spot)

T U T T I     s o n o     B E N V E N U T I

Forum Economia del Mare

LA CITTA’ CHE VOGLIAMO – GIANNI LIVIANO        

2° Forum
Economia del Mare 

10 Marzo 2012

(Open Space Tecnology)

Nel secondo appuntamento si è deciso di affrontare un tema, che come il primo, risulta strategico per la Taranto di domani.

Il mare come risorsa da studiare per quello che non si è ancora pianificato, e il mare come risorsa da recuperare per quelle attività e settori che hanno fatto parte da sempre della storia della città.

Forum Trasporti & Mobilità

LA CITTA’ CHE VOGLIAMO – GIANNI LIVIANO
Forum Trasporti e Mobilità
(Open Space Tecnology)

Il forum realizzato con le  modalità “OPEN SPACE TECHNOLOGY” ha affrontato il tema di come   dotare Taranto di politiche credibili, efficaci e coordinate per migliorare la qualità dei trasporti, del servizio pubblico e per una mobilità sostenibile.

lettera aperta ai politici locali

Cari politici, premetto il più profondo rispetto per ciascuno di Voi, x le Vs persone e per i ruoli che rappresentate. Non mi importa, in questa missiva, che siate di destra, di sinistra o di centro. Pur essendo io un uomo di parte ho da sempre un profondo rispetto x le persone oneste e competenti ovunque siano collocate. Desidero raccontarVi la storia di Andrea, un mio amico di 48 anni (con tre figli, il più piccolo di 7, il più grande di 15) a cui ieri hanno diagnosticato un tumore in fase terminale. Andre e’ un nome di circostanza. Il mio amico potrebbe chiamarsi Giovanni, Roberto, Filippo…non ha importanza. Ognuno di noi conosce un Andrea, ciascuno di noi ha un amico a cui hanno diagnosticato aspettative di vita molto limitate. Andrea ha lavorato, fino a qualche giorno fa, in una grande impresa locale: una di quelle che per la scienza, e prima ancora x l’immaginario collettivo, inquina il ns territorio. Quest’ impresa ha dato per tanti anni il pane ad Andrea e alla sua famiglia ed ora, forse, e’ la causa del suo tumore. So bene che alla Vs sensibilità non sfugge la gravita’ del problema e tutto io voglio apparirvi fuorcheè un portatore di retorica: ma e’ evidente che cosi’ non e’ possibile andare avanti. Le forti aspettative di salute, di qualita’ della vita perorate dagli ambientalisti, sono diventate ormai patrimonio condiviso da parte di tutta la ns comunità. Altrettanto forte e condivisa e’ la necessita’ di garantire economia e lavoro al ns territorio. Vi invito ad essere vigili, perche’ il nostrp tessuto sociale fortemente oberato da tante problematiche, non si spacchi definitivamente tra gli amici del lavoro e gli amici dell’ambiente,

quasi che gli uni non pewrcepiscano le verita’ proclamate dagli altri. Mi permetto di invitarVi ad un maggior senso di responsabilita’. Non e’ piu’ il tempo del qualunquismo, del buonismo, delle frasi fatte. Non e’ piu’ il tempo del gioco dei ruoli in cui si denunciano catastrofi ambientali quando si e’ all’opposizione e si nega l’esistenza dell’inquinamento quando si governa. Nessuno e’ talmente stupido da nn comprendere l’uso strumentale che talvolta fate di problematiche cosi’ impoprtanti. Desidero chiederVi, col cuore in mano, di imvestire almeno la meta’ del tempo che trascorrete a ragionare di strategie, di alleanze, di aspettative di ruoli, a studiare per costruire un progetto di citta’ che metta insieme aspettative e bisogni degli uni e degli altri, di chi ha a cuore le esigenze del lavoro e di chi invece valorizza la questione ambientale. Investite nelle competenze, studiate altri modelli di citta’, abbiate la fantasia e la lingimiranza di inventarvi progetti nuovi e sostenibili. So bene che le aspettative elettorali prevedono progetti a brevissima scadewnza, risposte immediate e nn mi sfugge chw governare e’ molto piu’ difficile che scrivere questa lettera. Pero’ Vi prego investite nel futuro: cosi’ non e’ possibile andare avanti. Auguri a Voi tutti, perche’ il Vs impegno sia utilw alla citta’, perche’ le future generazioni possanop ricordarVi come quielli che hanno ridato slancio e coesione sociale al ns. Territorio. P.s. La lettera e’ indirizzata anche a me che puire ho fatto parte delle istituzioni locali e in esse ambisco a ritornare.

corso di formazione alla politica

14/01/2012 ore 16.30 – LA CENTRALITA’ DELLA PERSONA
Cura e attenzione all’altro, nella vita e nella politica
Relatore: Don Virginio Colmegna
Presidente della fondazione “la casa della carità” già direttore della Caritas Ambrosian

21/01/2012 ore 10.30 – Il POTERE POLITICO E IL POTERE GIUDIZIARIO
Quale rapporto tra questi due poteri
Relatore : dott. Armando SPATARO
Sostituto Procuratore della Repubblica di Milano

11/02/2012 ore 16.30 – L’IMPORTANZA DELLA PARTECIPAZIONE
L’importanza della partecipazione nella vita sociale e politica di un territorio
Relatori: dott. Andrea MINARDI
Vicepresidente Nazionale Fuci
Con: Prof. Elena Manigrasso

 

25/02/2012 ore 16.30 – L’AUTONOMIA

 

 
L’autonomia decisionale nelle scelte, in politica e nella vita,
il primato della coscienza sull’obbedienza

Relatore: padre FAUSTO GIANFREDA Gesuita

Docente di Dottrina Sociale della Chiesa e Filosofia Politica – direttore del Corso di formazione politica “La Pira – Bobbio”

 

 

 

 

10/03/2012 ore 16.30 – DON LORENZO MILANI E LA SCUOLA DI BARBIANA
Relatore: Agostino BURBERI
Ex allievo di Barbiana
Salone di Rappresentanza della Provincia di Taranto – Via Anfiteatro 4, Taranto

Per informazioni rivolgersi al Dott. Gianni Liviano – Tel. 338.2519812

volevo fare il sindaco

Gianni Liviano nel suo “Volevo fare il Sindaco” narra la storia politica, proprio del dottore Gianni Liviano che, da commercialista impegnato nel sociale, vuole contribuire al benessere della sua città attraverso l’azione politica. Giunge alla candidatura a sindaco per la Città di Taranto nel 2007, dopo il dissesto ma, la sua volontà di non scendere a compromesso, provoca una sconfitta sonora. Il tutto viene scritto in questo libro.

Buondì Gianni, leggendo il suo curriculum emerge come lei sia contemporaneamente un commercialista, impegnato nel sociale e sia stato un politico della città di Taranto. Come si fa a coniugare questi 3 ambienti dove il sistema delle regole e dei principi sono completamente opposti?

– Ritengo che una persona non possa essere portatrice di una dicotomia valoriale. Voglio dire che i valori e i principi che fungono da indicatori di percorso  nella vit di una persona, devono essere  sempre gli stessi a prescindere dagli ambienti che si frequenta e dai ruoli che in quegli ambienti si ricopre. Puo’ solo cambiare la modalità in cui i principi e le regole vengono incarnati. I miei valori sono la centralità della persona, l’ansia di giustizia, la cultura della legalità, l’attenzione privilegiata verso gli “ultimi” quando faccio il commercialista, quando provo ad essere utile a persone in situazione di difficoltà, quando provo (provavo) a fare politica.

…Il tuo libro “Volevo fare il Sindaco” ripercorre, visto attraverso il suo “stato d’animo”, le vicissitudini che hanno portato prima al commissariamento e poi alla nomina a sindaco del dottore Stefano per la città di Taranto. Vista l’attuale situazione di Taranto, secondo lei, la città è migliorata o peggiorata rispetto al dissesto?

–          A mio parere il dottor Stefano e la sua giunta hanno addormentato la speranza di cambiamento che Taranto aveva manifestato dopo il dissesto. Hanno quasi ammorbato l’idea che cambiare, migliorare, costruire percorsi altri e alti, è possibile. Il buonismo, le frasi fatte del dottor Stefano non agevolano l’ansa di rinascita, la costruzione del futuro nel nostro territorio, né in verità facilitano la risposta a molti dei bisogni del presente.

 

Nel libro appare evidente che se fosse diventato Sindaco nel 2007 avrebbe attuato un programma che stava definendo durante la campagna elettorale, in cosa consisteva?

–          A Taranto nei vent’anni che hanno preceduto l’elezione a sindaco del dottor Stefano, ben 6 sindaci su 7 hanno sperimentato, durante il periodo in cui hanno ricoperto il ruolo di primo cittadino, problemi giudiziari e credo almeno 5 tra questi 6  la permanenza in carcere. Nel 2006 c’è stato il dissesto finanziario del comune. Questi dati parlano da soli e raccontano di come Taranto sia stata spesso amministrata da personaggi dalla moralità dubbia e dalla capacità discutibile.

Questi dati pero’ raccontano anche di una città debole, dalla forte cultura clientelare, dall’innata vocazione ad essere assistita. I sindaci non si nominano da soli: se la gente li  vota  è perchè li apprezza, perché si rispecchia nei valori, nei progetti e negli stili proposti, o semplicemente perché ha aspettative personali di rientro, perché omologa una cultura di “do ut des”: io ti voto e tu mi dai qualcosa in cambio. Qualunque sia la ragione occasionale, la città ha scelto negli anni  sindaci, di colore politico differente i cui nomi sono poi  terminati, spesso, in fascicoli giudiziari.

A mio parere una città di questo tipo avvertiva il bisogno di una sorta di rivoluzione culturale: di un passaggio da una cultura di assistenzialismo ad una cultura di partecipazione. Una rivoluzione etica che non riguardava esclusivamente l’attenzione verso la legalità, verso l’onestà, ma che concerneva anche l’efficienza e l’efficacia delle scelte.

La scommessa piu’ grande per il futuro di Taranto è comprendere: qual è il progetto economico per il futuro. Quale ruolo deve giocare nei prossimi vent’anni la grande industria ? In che maniera era si deve rapportare con le legittime aspettative ambientali dei cittadini ? Il futuro va progettato, pianificato, costruito. Non si puo’ aspettare che ti piombi addosso senza programmarlo.

In cosa sarebbe cambiata la situazione se fosse diventato Sindaco?

– Non abbiamo nessuna controprova perché non sono diventato sindaco, ma di una cosa sono certo, avrei valorizzato e messo a rete le migliori competenze del territorio. Non puoi uscire dal degrado in cui vive Taranto circondati di mediocrità, devi valorizzare i migliori, i competenti, quelli bravi e non premiare solo quelli che ti garantiscono fedeltà a prescindere dalle loro reali capacità.

Di cosa ha bisogno oggi la Città di Taranto per migliorare la sua situazione?

Mi sono permesso di dirlo prima, a mio parere di una rivoluzione culturale, di una capacità della città di uscire fuori dal qualunquismo e dai luoghi comuni di cui spesso è vittima, per indossare i panni buoni dell’i Care, delle competenze, della coscienza critica e propositiva, dell’ansia di essere insieme protagonisti di percorsi di rinascita e di riscatto.

Quale costo ha significato in termini di vita privata e lavorativa, la sua esperienza politica?

La politica è per antonomasia il luogo della mediazione e del confronto. La mediazione a volte puo’ essere nobile, nell’interesse della gente, altre volte lo è di meno e riguarda solo le aspettative di sopravvivenza dei politici che la realizzano. I radicalismi, per quanto motivati da valori splendidi, da ansia di libertà, da desiderio autentico di farsi costruttori di bene comune, non servono a niente: sono inutili e dannosi. Io, anch enelel circostanza in ci a Taranto sono risultato il piu’ suffragato tra tutti i candidati al consiglio comunale (2° nel 2000 e 1° nel 2005), non ho mai compreso la cultura della mediazione. Mi sono (spesso mi hanno) isolato etichettandomi come rompiballe, come uno che non “ci appartiene”, perché la mia non era una storia di partito, né di corrente, né di fazione.

Ho sbagliato io perché la politica reale è una cosa diversa da quella in cui ho creduto. Da solo non la cambi. Mi sono fatto male politicamente (ora sono fuori), umanamente(spesso ho sperimentato la solitudine) e professionalmente. Essere persone libere pero’, per quanto possa far soffrire, non ha mai alcun prezzo.

Si può avere successo in politica senza scendere a compromessi?

Non lo so.

Si ricandiderà nel prossimo futuro?

La passione per la politica è sempre molto forte, ma ti candidi quando pensi di potere essere sintesi di interessi, di prospettive, di sogni e di bisogni condivisi. Non so se sono ancora sintesi di  percorsi condivisi.