#bellezzaefelicità

Per me la Politica è sempre una grande passione, uno strumento nobile per costruire il bene comune. PER UNA POLITICA DELL'ATTENZIONE, DELLA COSTRUZIONE. DELL'ONESTA', DEL SERVIZIO.

“Taranto non può essere privata della sede della soprintendenza archeologica perché Taranto è l’archeologia. Per cui ritengo che la decisione assunta dal Mibact debba essere rivista al più presto perchè non si può cancellare con un semplice tratto di matita oltre un secolo di presenza sul territorio di un'istituzione importante qual è, appunto, la Soprintendenza archeologica".
Attacca a testa bassa Gianni Liviano. All'indomani della notizia che ha cominciato a circolare in città tra le associazioni culturali locali e, soprattutto, nelle stanze della Soprintendenza archeologica, il consigliere regionale eletto nella lista Emiliano sindaco di Puglia, non ha perso tempo perché la questione è urgente “e va affrontata con tempestività. Perdere tempo significherebbe fare il gioco di chi ha tutto l’interesse di acquisire la sede principale della Soprintendenza”.
Ma per poter sperare di incidere positivamente, nella speranza di far cambiare idea al Mibact, fautore dell’accorpamento di Taranto a Lecce, é necessario “fare fronte comune”.  Di qui l’invito del consigliere regionale Liviano “ai consiglieri regionali tarantini” ma, anche e soprattutto, “al sindaco di Taranto Stefàno. Tutti insieme – aggiunge Liviano – facciamo squadra e andiamo a Roma in modo da incontrare il ministro Dario Franceschini e discutere con lui della questione chiedendogli un dietro front sul provvedimento che, se confermato, penalizzerebbe una volta di più il territorio ionico che ha già dovuto subire la perdita del corso di laurea in Beni culturali. Cosa di cui non abbiamo bisogno tanto più che, è notizia di questi giorni, il MarTa è risultato essere il quarto museo d’Italia nel gradimento dei turisti e dei visitatori”.
Al ministro Franceschini, nel frattempo, Liviano ha già inoltrato una lettera per dimostrare il disappunto per l’infelice decisione.
"Non oso entrare nel merito della riforma del Mibact, non ne avrei né il ruolo né la competenza. In particolare – scrive Liviano nella lettera al ministro Franceschini – non sono in grado di apprezzare o dissentire sull'unificazione delle soprintendenze. Mi permetto però di manifestarle una forte difficoltà a comprendere le ragioni per cui sia prevista la chiusura della soprintendenza di Taranto. Credo sia appena il caso di ricordarle il grande disagio e la sofferenza che la città sta vivendo, questa perenne dicotomia tra aspettativa di lavoro (in verità spesso tradita) e tutela dell'ambiente (in verità solo ambita) che a Taranto non sono compatibili rendendo la comunità di fatto divisa sulle priorità da tutelare
Appare difficile, signor ministro, – aggiunge Liviano – comprendere come mai, mentre il Governo investe sulla città di Taranto con un apposito Contratto istituzionale di sviluppo, allo scopo di garantire alla città speranza di futuro e possibilità di diversificazione economica, proprio la soprintendenza, che dovrebbe essere il luogo simbolo di una rigenerazione culturale, urbanistica, sociale ed economica, a Taranto venga chiusa. Questa chiusura – conclude il consigliere regionale – appare in verità al contempo uno schiaffo alla storia e una negazione di futuro. La prego pertanto, signor ministro di poter rivedere la sua scelta".

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